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Coordinamento spdc Lazio

Pubblicato in Emessi Coordinamento

Proposte operative in merito al Decreto 80 - Ottobre 2010

Lunedì, 30 Maggio 2016 00:00 Scritto da 

Coordinamento SPDC di Roma e Lazio

Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura

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https://www.coordinamentospdclazio.it

06 3306 2408                           06 3306 2366 fax

 

 

Roma, 26.10.10

Alla Dr.ssa Miriam Cipriano

Direttore ASSETTO ISTITUZIONALE, PREVENZIONE E ASSISTENZA TERRITORIALE

Via Rosa Raimondi Garibaldi, 7 - 00145 Roma

Alla Dr.ssa Simonetta Fratini

Dirigente Area Programmazione della rete dei servizi nell’area dei soggetti deboli, Regione Lazio

Via Rosa Raimondi Garibaldi, 7 - 00145 Roma

 

 

 

Oggetto: proposte operative in merito al Decreto 80

In occasione della riunione dei i Direttori/Responsabili dei SPDC del Lazio tenutasi a Roma il 19 Ottobre 2010 è stato discusso il Decreto 80 ed i cambiamenti che esso comporta per i SPDC del Lazio.

Tutti i presenti concordano nel sottoporvi le seguenti osservazioni e proposte.

  1. Case di Cura Neuropsichiatriche (CdC NP) provvisoriamente accreditate. Osserviamo che il decreto recepisce almeno parzialmente il documento del gruppo di lavoro sulle CdC, con la definizione di 240 p.l. per acuti, e trasformando tutti gli altri pl in pl di riabilitazione, settore dove peraltro il Lazio ha già un tasso altissimo a fronte della media nazionale.

La sostanziale equiparazione dei posti letto per acuti delle CdC NP con i pl dei SPDC rappresenta, a nostro avviso, un grave problema che rinforza e istituzionalizza le differenze tra le diverse aree geografiche (anche alla luce della definizione delle macroaree), fornisce l’illusione di avere risolto l’emergenza dovuta alla carenza di pl per acuti nella Regione Lazio e conferma l’incongruenza, con possibili ricadute di tipo amministrativo[1], dell’invio in acuzie nelle CdC dopo la dimissione dai SPDC.

Pertanto è necessario inserire le modificazioni proposte dal decreto in una visione prospettica del rapporto pubblico-privato per l’urgenza che veda lo sviluppo della funzione di governance da parte dei DSM attraverso processi di accreditamento preferenziale e di reale continuità terapeutica attraverso il controllo delle liste d’attesa delle CdC.

  1. Aumento dei posti letto nei SPDC e apertura nuovi SPDC. Appare estremamente positiva l’apertura di 2 nuovi SPDC e il trasferimento di quelli collocati in strutture obsolete e destinate alla chiusura in Ospedali più adeguati. Tuttavia si chiede di non procedere alla chiusura dei SPDC negli ospedali destinati a riconversione prima che siano aperti i nuovi reparti previsti a Cassino, Colleferro, Frosinone, Policlinico Casilino, Tor Vergata.

Inoltre, si ritiene ingiustificato e inappropriato l’aumento dei posti letto a 16: da un lato, infatti, l’aumento della richiesta di ricovero nasce da una carenza ingravescente dei servizi territoriali che vanno assolutamente potenziati, dall’altro così si avalla il riconoscimento del trattamento in acuzie in CdC NP. Si propone pertanto di fissare il tetto massimo a 15 posti letto, esclusi i pl in DH, modulando l’aumento dei SPDC che attualmente hanno 12 pl a 15 solo dove esistono spazi e risorse di personale adeguati. I SPDC che al momento dispongono di 8 pl o meno dovrebbero essere portati a 12, ma in ogni caso tale aumento deve accompagnarsi alla garanzia di risorse strutturali e di personale aggiuntive.

A tal proposito, si ricorda che i SPDC sono considerati reparti ad elevata intensità assistenziale e che, inoltre, devono essere rispettati gli standard previsti dalla DGR 424/2006.

  1. Riconoscimento delle UOC SPDC non DSM. Poiché l’aumento di pl deve essere armonizzato con la crescita dell’assistenza territoriale, tutti i SPDC devono essere inseriti a pieno titolo nei Dipartimenti di Salute Mentale. Facciamo riferimento ai SPDC Fatebenefratelli, Policlinico Umberto I e Sant’Andrea ed agli istituendi nuovi SPDC. Si chiede inoltre che i Direttori delle UOC SPDC non facenti parte di un DSM siano convocati dalla Regione insieme con i Direttori di DSM.

Nella prospettiva di una fattiva collaborazione, si inviano cordiali saluti

Per i Direttori/Responsabili dei SPDC del Lazio

Il Portavoce del Coordinamento SPDC del Lazio

Dr. Giuseppe Ducci

 


[1] La frequenza con cui pazienti in dimissione dagli SPDC, dopo diversi giorni di ricovero, vengono trasferiti in CdC, in regime di acuzie, non solleva gli SPDC dal loro abnorme carico di lavoro e provoca notevole dispendio di risorse pubbliche per lo stesso tipo di intervento (tariffa DRG per il SPDC e diaria per acuzie in CdC).

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